lunedì 24 ottobre 2005

[x Erm] Info snowboardistiche - Episodio II

Visto che non mi piace lasciare le cose a metà, visto che è già da un po’ che si parla di neve, visto che manca poco al Modena Skipass Freestyle Meeting, riprendo un post dedicato all’Erm relativo a “Viti ed alberi da frutto: l’arte dell’incalmo” (trad. innesto)… ;)

Cagate a parte, è giunta l’ora del post “tenico” sullo snowboard… visto che le cose da dire sono tantissime, cercherò di essere il più sintetico possibile; ovviamente per domande, dubbi e perplessità sono a completa disposizione (a sostegno di ciò, cito quella volta in cui mia sorella mi chiese cos’è un p...o). Dopo aver parlato di indumenti snowboardistici, introduco i componenti hardware tradizionali:

- tavola (board)

- attacchi (bindings)

- scarponi (boots)

da intendersi per snowboard soft (i più diffusi) e non hard (cioè tavole molto strette con scarponi molto simili a quelli da sci che impongono una surfata quasi frontale – come lo sci – e non trasversale come il “classico” soft).

Scarponi

Le taglie funzionano come per le tradizionali scarpe e vanno presi “giusti”: la sensazione di stretto è normalissima, primo: perché gli scarponi nuovi devono sagomarsi al vs piede, secondo: perché la postura del rider è “simil-turca”, con le ginocchia leggermente piegate, dunque il piede – durante la surfata – viene spinto verso il tallone dello scarpone a vantaggio delle dita dei piedi, che guadagnano qualche millimetro di spazio.

Lasciando perdere gli scarponi da 20euri presi da Pittarello, ormai tutti i modelli sono composti da 2 elementi: una scarpetta interna ed una esterna, con allacciature indipendenti; la prima atta a garantire comfort, la seconda sostenimento del piede-caviglia. La variabile più importante che regola la classificazione dei boots è appunto la sostenibilità (o con termini più italiani: rigidità): in base allo stile di surfata (cioè a cosa si vuol fare sulla neve – pista, fuoripista, salti, rail, jibbing…) è opportuno scegliere uno scarpone più o meno rigido. Un boot rigido vincola maggiormente i movimenti della caviglia e rende il sistema scarponi-attacchi-tavola molto reattivo (ovvero: ai movimenti del rider corrispondo immediate reazioni della tavola, senza tempi di latenza), mentre boots morbidi hanno effetti contrari, dunque questo è il sunto:

- freeride/pista: scarponi tendenti al rigido

- freestyle/park: scarponi tendenti al morbido

Ovviamente, influiscono molto i gusti personali e le proprie sensazioni di surfata (se qualcuno si sente a proprio agio può benissimo fare pista con scarponi tenerissimi…). Altre variabili che influenzano la scelta degli scarponi sono: peso, materiali costruttivi, sistema di allacciatura… ma non mi dilungo.

Range prezzi: 50 – 300 euri

Attacchi

Parlo di attacchi tradizionali, cioè formati da 2 straps (“striche”) che legano il piede alla tavola (tralascio step-in e flow, che richiederebbero una discussione troppo approfondita). La variabile principale da valutare nella scelta di un attacco è la reattività, ovvero: la capacità di fare da tramite tra movimenti del rider e reazioni della tavola in maniera più o meno precisa. Ciò che la influenza maggiormente è la rigidità dell’attacco (legata a sua volta ai materiali costruttivi). Il discorso è simile a quello degli scarponi: attacchi rigidi sono molto reattivi ed “immediati”, il contrario per attacchi più morbidi: binding 100% plastica sono più morbidi di attacchi che integrano alluminio e carbonio… Non vado molto in profondità, perché di attacchi non ne so tantissimo, dunque mi limito a dire che le features da valutare in fase d’acquisto sono:

- regolazioni (posizione delle straps, gas pedal, archetto, spoiler… - per info chiedete altrimenti non finisco più ;) …diciamo che maggiore è il numero di regolazioni possibili, più l’attacco è personalizzabile, ovvio)

- materiali costruttivi: della base (plastica, metallo, carbonio...), delle straps, dello spoiler (plastica, carbonio)

IMPORTANTE: mai comperare un attacco senza provare la postura del proprio scarpone all’interno di questo! Il feeling tra boots e binding deve essere sempre al 100%! Anche gli attacchi hanno una taglia (le tradizionali S,M,L…) che varia in proporzione alla grandezza dei boots, lo spoiler deve aderire bene alla zona polpacciare (sotto il polpaccio, per capirci) e discorsi del tipo: “prendo un attacco un po’ più grande così va bene anche a mio fratello che ha il 48” non devono neanche essere pensati (lo stesso vale per “aspetta che provo la tavola di mia sorella” che ha un 35 e voi avete un 44), perché non avrete un minimo di controllo della tavola (se riuscite a fare una curva rimanendo in piedi, siete roba da Quark) e rischiate che vi facciano male i piedi (e coccige… dopo il primo volo). Discorso analogo va fatto per tavola e attacchi: la base di questi non deve sporgere dallo snow (ovviamente, la prova va fatta con gli attacchi con gradi prossimi allo zero), idem x gli scarponi, i quali (una volta centrati trasversalmente sulla tavola) possono spuntare un pochino (parlo di mm... se in curva toccate la neve con lo scarpone cacciate un euro-volo). Dunque, prima dell'acquisto esponete dati che possono essere facilmente tralasciati, come la misura al centro della tavola, la taglia di attacchi e scarponi (in caso di acquisti in fasi separate)... la miglior cosa è portarsi dietro uno scarpone o attacco x la misurazione "live"...

Range prezzi: 50 – 400e

Tavola

Anche qua ci sarebbe da dire di tutto di più e le variabili che influenzano l’acquisto sono parecchie. Come tutto il resto dell’attrezzatura, l’acquisto dipende al 99.9% da cosa si vuol fare. Diciamo che a grandi linee le tavole vengono classificate in:

- freeride

- freestyle

- all-mountain

Le variabili principali che influenzano il comportamento di una tavola sono: lunghezza, flex (rigidità longitudinale e torsionale), shape (forma/sagoma), sciancratura (curvatura dei fianchi della tavola); ovviamente, il tutto è correlato ai materiali utilizzati. Per non dilungarmi in discussioni extra tecniche, sintetizzo:

il freeride (cioè fuoripista, o comunque surfata in neve non battuta) richiede tavole leggermente più lunghe della propria misura ottimale, direzionali (con punta e coda diverse: la prima più grande per favorire il galleggiamento), shape abbondanti (ovvero: tavole sui cui il piede, in larghezza, stia bello comodo), con punte belle alte, flex sostenuti (ovvero: tavole rigide che non consentano grossi piegamenti).

Il freestyle richiede caratteristiche opposte al freeride, o meglio: dipende dal tipo di freestyle praticato: il jibbing (cioè manovre fatte in pista come press e relative rotazioni, piccoli salti, aggiungo anche i rails) necessita di tavole super morbide (a livello di flex) e decisamente non sovradimensionate (anzi…), con shape twin-tip (ovvero punta e coda della tavola sono uguali, per favorire l’andatura switch/fakie, cioè contraria alla propria direzione abituale), mentre se piace il pipe le tavole devono avere flex simili al freeride e lamine sempre perfette. Se preferite salti ed annesse manovre, ci si orienta su tavole freestyle tecniche, con flex reattivi (per facilitare ollie belli alti) e lunghezze “in figura” (magari un pelo più abbondanti per garantire maggiore stabilità in fase di atterraggio). Se invece volete scorrazzare per piste e pistine, tavole giuste o un filo più lunghe, medio-rigide, con parecchia lamina effettiva (per garantire belle curve solide), il mondo delle sciancrature non l’ho ancora “domato”, quindi onde evitare di sparare minchiate, mi limito a dire che gli angoli di sciancratura regolano entrata-mantenimento-uscita in curva… si va dal radiale (un unico angolo da punta e coda) utilizzato in tavole prettamente da freestyle-jibbing dove la lamina non deve essere un Miracle Blade III Serie Perfetta per curvare su ghiaccio a sciancratura bi/tri-progressiva per chi in pista vuole sentirsi come Sochmacher…

Le tavole all-mountain rappresentano una via di mezzo tra freeride e freestyle: si spostano verso un estremo o l’altro a seconda delle preferenze; ad esempio: se le preferenze sono 40% neve fresca, 40% pista, 20% park si punterà ad una all-mountain più tendente al freeride che freestyle… In pratica, le all-mountain identificano le tavole più versatili: vanno bene un po’ dappertutto senza eccellere in una disciplina particolare, ovvio che la tavola che va alla perfezione dappertutto non esiste, altrimenti non esisterebbero centinaia di modelli di tavole…;)

Range prezzi: 100-900euri

Epilogo:
ho buttato lì un po’ di nozioni... ovviamente si può dire molto di più, parlare di prezzi, materiali, marche ecc. ma ho l’impressione di essermi già allungato parecchio... ;)

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Sto prendendo gusto alle tue lezioni di snowboardistica!!!!
Non si è mai finito d'imparare!!
Grazie Prof.Pes!!!!!
N°a.

Pes ha detto...

Vuoi dire che hai idea di imparare l'arte della tavola da neve?!? Saggia decisione... ;)

Anonimo ha detto...

...Ma cosa sei un tuttologo?...

Tony ha detto...

Mittico Pes!

Stamattina (che sono a casa da lavoro) scatta la visitina a Dall'Orso Store!
Pronti... Via!

bc ha detto...

Ho letto la parte riguardante gli attacchi........razzista: e gli omoni grandi che hanno 45-47 di piede e non pesano 90 Kg???li la punta esce più di qualche mm....

:=)

Pes ha detto...

[x bc] in quel caso ci sono le cosiddette tavole wide (o midwide), cioè leggermente più larghe al centro per agevolare i piedoni. Spesso le case costruttrici fanno due varianti della stessa tavola: una "normale" ed una wide... a volte fanno tavole solamente wide, disegnate appositamente per i piedoni (vedi nitro magnum)...

Tony ha detto...

Dall'Orso Store is very nice!
Ieri ho avuto modo di parlare con una signora che mi ha spiegato delle cosette...
Mi ha proposto una Nitro 2004-2005 (ma boja cane non ricordo il modello) a 300 euri scarsi, oppure una Black Hole (prodotto italiano) 2005-2006 allo stesso prezzo.
Valutando un po' qui un po' lì... scontando un po' questo un po' quello, andrei a spendere circa sui 400 euro per un set completo, cioè scarponi, attacchi (mi ha mostrato degli Elan) e tavola Black Hole...
Ci sto facendo un pensierino, anche se xe un bordeo de scheàssi!.
Vedremo.

Intanto grazie un milllione a Pes per l'assistenza!

Pes ha detto...

Bella TripleX!
La Nitro dovrebbe essere la Target: era a sx accanto alle BlackHole, giusto? Visto tutto, inclusi gli attacchi Elan... Lo so che 400e non sono per niente pochi, però hai degli attrezzi di tutto rispetto! La mia spesa iniziale è stata 315 (se non ricordo male) puntando ad attacchi più che buoni, scarponi buoni, tavola super entry-level (senza offesa x la Kemper che non mi ha mai tradito)... ovviamente la qualità della tavola si è fatta sentire dopo 1 annetto e mezzo, cioè quando inizi veramente a prendere mano e hai l'occasione di provare prodotti migliori (mittico ZecchiJunior!)... Spendendo qualcosa di più all'inizio, ovviamente hai qualcosa di più duraturo... altrettanto ovvio è che se fai 3-4 uscite a stagione conviene allora risparmiare il più possibile...

Tony ha detto...

Esatto, era proprio la Target, vicino alle Black Hole. Che memoria fotogra-fica!
Ora devo meditare...

:-)

Pes ha detto...

Se vuoi dare un occhio dove ho ordinato la mia... www.maresport.it Hanno dei PREZZACCI su super-tavole (ovvero tavole di media-ALTA gamma). Di molto interessanti per uno che vuole iniziare ed ha idea di progredire alla svelta direi:

[all mountain]
- palmer classic 157
- nitro team 157
- k2 darkstar 157
- nitro punisher 156/159
(diciamo che dalla prima all'ultima si sfuma verso una vena + freestyle)

[freeride]
- ride nation 158
- f2 superglide 158

[freestyle]
- palmer prophet 159

Ti ho elencato tavole i cui prezzi oscillano dai 228 ai 270 euris (ultra-iper-mega-giga-macro scontati).
A quei prezzi, se lavorassi da un po' più di tempo, altre 2 tavole le prenderei in bomba (giusto per averne 1 x stile)... ;)

Pes ha detto...

Dimenticavo... ho riportato tavole adatte per un rider di 60-70kg. Max max 75kg x le all-mountain. Invece nel freestyle ci stanno anche gli 80-85kg...

San Pellegrino:
surfo... e sono felice.